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Il tempo passa
per i blog ma sopratutto per i figlioli....
Così oltre an non scrivere per qualche mese ci si ritrova anche con un figlio grandicello (guardate le nuove foto nell'apposito link qui accanto) e a guardare quelli più giovani e dire: ma era così il mio 5 mesi fa?
Misteri, misteri, misteri.
Comunicazioni
Osservando il proprio figlio viene da pensare a che succede ai bambini così piccoli, viene da tentare di esplorare quel mondo e quel modo di guardare la realtà così incomprensibile in certi momenti, così chiaro e diretto in altri.
Il pupo sta affinando certi strumenti di comunicazione e, educato, sorride a chi gli sorride; anche chiacchiera e, se necessario, caccia un bell'urlo per ricordare alcune esigenze pirmarie: "ho fame, quando si mangia qua?", "ci restate voi con il sederino a mollo nella pipì?".
Ma sorge a volte un sospetto: il ragazzo sa già tutto e, con la calma del saggio, fa finta di scoprirlo per la gioia dei grandi, lì pronti a cogliere ogni cambiamento e ad impazzire per i progressi del pargolo. E altre volte sembra che voglia dare una mano a una situazione difficile, distendere un momento di tensione, ricordare la relatività delle cose e la leggerezza dell'Essere.
Sicuramente il parco degli strumenti di comunicazione sta crescendo e si sta differenziando: sorrisi, suoni, grida, gesti.
L'Intenzione avanza nel mondo, agù.
Complimese
Fa un mese che è nato Ivan Louis, della serie il tempo passa.
Abbiamo attivato per l'occasione il suo album di foto.
Bisognerebbe avere un fotografo dietro che potesse cogliere tutte le facce che fa un bambino in un mese, tutte le volte che cambia.
E bisognerebbe saper interpretare questo cambiamento, almeno provarci.
Si potrebbe scoprire che l'essere umano è continuo cambiamento e che non si può fermare.
Milioni di cambiamenti di faccia, Ivan Louis, milioni di nuove possibilità per te e per tutti. Buon complimese!!!
Il Budda del Terzo Millennio
Alcuni sostengono che i bambini nati da poco ricordano qualcosa di un altro piano; altri dicono che da una certa data in poi i bambini sono completamente cambiati.
Differenti visioni in qualche modo di ispirazione per un padre recente che guarda il proprio bambino con quegli occhi un po' arbitrari tipici di chi guarda qualcosa che ama troppo.....
Sto esagerando o effettivamente il ragazzo trasmette qualcosa di ineffabile e che comprenderanno le future generazioni?
Traduzioni
Sempre parlando di Ivan Louis. Il piccolo corpo si muove, la faccia si compone in espressioni che l'adulto interpreta come può (chissa con quale margine d'errore). Sembra che gli stimoli dell'intracorpo vadano a configurare uno schermo di interpretazione motoria, un inizio di spazio di rappresentazione che si esprime attraverso la fisicità.
In altre parole: quelle facce, quei movimenti delle braccia e delle gambe, quei fremiti, quel pianto ecc. sono traduzioni di impulsi interni che stanno configurando immagini, muovendo cariche.
La più semplice e assolutamente comprensibile: il pianto che chiede pappa :-))
Altri genitori o osservatori di bambini che abbiano commenti da fare a proposito sono benvenuti.
Linguaggi infantili
Il bimbo fa la sua vita: mangiare dormire fare la cacca; obbiettivo: crescere.
Il cucciolo nasce impreparato a cavarsela da solo e sfrutta le sue armi: piangere e sorridere.
Non sappiamo bene dire quanto sia l'innato sapere della creatura, sappiamo, per esperienza, che riescie ad emozionarci, affascinarci, intenerirci e farci sorridere con le sue faccine, le sue urla, i suoi fremiti.
Tremendo ranocchietto a cui non puoi far a meno di voler bene!!!
E in questo repertorio di trucchi si insinua l'intenzione che si apre passo verso nuovi limiti, con l'obiettivo preciso di superarli.
Una nuova intenzione
una nuova intenzione si è manifestata nel mondo.
E' nato Ivan Louis, nostro figlio.
La sua protesi pesa 3.6 kg ed è venuto fuori dalla sua mamma Cecilia con parto cesareo alle 20.55 del 6 Dicembre 2005.
E' subito finito in braccio a suo papà Olivier che gli ha cantato una ninnannanna mentre lui lo guardava con occhioni densi di curiosità.
E' nato fragile, gridando al cielo la sua voglia di trasformare il mondo, e si è messo subito a mangiare dalle tette della mamma dato che qualcuno ha cominciato a chiamarlo "gordito" (grassottello).
E' nato sapendo di portare il nome dei padri dei suoi padri, e che in lui rinasce la gentilezza, la saggezza, l'allegria e la sfida di tutti coloro che lo hanno preceduto.
Siamo molto emozionati e riconoscenti per questo evento.
Condividiamo con tutti gli amici la gioia di questa nuova intenzione di pace, forza e allegria
Cecilia e Olivier
Ecco qua una foto del piccoletto al suo primo giorno di vita
E qui la vignetta del suo omonimo Ivan Appelgren che celebra l'evento
Coincidenza, espressione, intenzione
Mi succede di andare a presentare un libro da qualche parte, questo fa parte del mio lavoro.
Mi organizzo, qualcosa da leggere o correggere in borsa, qualche idea su cosa dire e una buona predisposizione alle relazioni con gli altri. Qualche panino e una bottiglietta d'acqua, per questi giorni precocemente afosi.
Il libro di oggi è scritto da una persona diversamente abile. Così me ne sto in treno correggendo un pezzo di Morfologia e, in sottofondo ascolto distrattamente cosa dice quel signore che ho davanti e che fumava la pipa alla stazione di Firenze quando sono salito; parla di questioni legali/commerciali e solo a 5 minuti dall'arrivo a Bologna (dove devo cambiare treno) si snoda una breve conversazione dove si scopre che è presidente di un'associazione che si occupa di disabili e che deve pubblicare dei libri..... Beh come coincidenza è passabile, non male no?
La presentazione fila liscia, il moderatore si sente un po' troppo protagonista ma non è grave, la gente ci mette tutto il cuore e Franco (l'autore) non sta in sé dall'emozione; io mi sento un po' troppo bombardato dalle domande del giornalista e un po' ingiusto protagonista.
E a questo aggiungo una certa tendenza a chiacchierare durante la cena, una tendenza eccessiva ed insolita per me, come una catarsi, una scarica energetica.
Già, Franco parla poco nella forma tradizionale che intendiamo; però il suo blog si chiama Ciacolandia (visitatelo è qui accanto nei links); così, senza rendermene conto, mi sono sentito espressione del suo apparente silenzio; e la mia catarsi è stata una sorta di compensazione ma anche di tributo a quel silenzio che lui ha saputo così ben riempire con la sua scrittura in tutte le sue forme (libro, blog, email ecc).
L'intenzione umana si fa strada al di là degli incidenti e degli apparenti limiti che il mondo le mette, che la coscienza stessa si mette. L'intenzione avanza; ma dobbiamo accompagnarla, sostenerla; non pensare di aver vinto o di sapere tutto. Non smettere mai di fallire e di imparare. Mai.
Grazie Franco.
Saluti & baci
Succede di incrociarsi e salutarsi in un altro paese.
I baci possono cominciare da destra o da sinistra, a seconda dei posti. Possono essere due, tre, o quattro, varia secondo le consuetudini.
Quando ti capita di viaggiare in due posti diversi di seguito la cosa si complica un pochino.
In genere i latini (soagnoli e latinoamericani) hanno un certo pudore a baci ed abbracci tra uomini; curiosamente meno i senegalesi che comunque non hanno proprio una buona relazione con l'omosessualità maschile.
Se poi ti capita di essere in una manifestazione internazionale, con gente da tutta Europa, le cose si complicano a livello linguistico e ti può capitare di rispondere in francese a qualcuno a cui dovevi parlare in spagnolo.
Non sono inconvenienti maggiori, solo un po' di sana destabilizzazione del trantran abituale, un piccolo segnale che ricorda che le tue piccole abitudini sono, appunto, piccole e tue e che non devono costituire un maggior ostacolo nella comunicazione.
Con gli occhi di un amico
Passeggiare di fronte al Duomo di Orvieto e guardarlo con gli occhi di un amico.
Occhi non abituati all'impressionante quantità di vecchie pietre che ti circondano da quando sei bambino.
E così ri-scoprire la tremenda storia che ci sta intorno, a cui siamo abituati ma che ci impone pensieri e azioni ad ogni momento.
Poter riscoprire questa storia e questa eredità come una possibilità lanciata verso il futuro, verso nuovi mondi che non dimentichino da dove veniamo ma si chiedano dove andiamo.